23 Nov 2011

“Anulù”: tracce del popolo nuragico nel cuore del Parco di Montarbu di Seui!!!

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Questo articolo di Giuseppe Deplano è stato pubblicato nel mensile Sardegna Magazine New nel mese di settembre 1994 (n. 9/1994 – pag. 11).

“ARCHEOLOGIA A SEUI: IL VILLAGGIO NURAGICO DI ANULU’”

Situato nel cuore del compendio forestale di “Montarbu”, fiore all’occhiello delle Aziende Foreste Demaniali della Regione Sarda (oggi Ente Foreste), l’insediamento di “Anulù”, grosso villaggio risalente al tardo periodo nuragico, è composto da una trentina di capanne circolari, di medie e piccole dimensioni, intervallate da diversi muri.

Da un’attenta analisi eseguita sulle strutture murarie superstiti si ipotizza che l’insediamento sia stato sottoposto ad un assedio e quindi distrutto in seguito ad un attacco esterno. Quindi, non abbandonato, volontariamente, da parte dei suoi abitanti, come invece è risultato per il villaggio nuragico di “Cuccuru ‘e Pardu”, sempre a Seui.

Questa ipotesi trova conferma nei ritrovamenti di numerose pietre, del peso di uno – due chilogrammi, ritrovate nel sito. Queste, utilizzate come proiettili, erano state scagliate tramite catapulte nel corso di un tentativo di conquista, portato da un esercito ben organizzato sicuramente non composto da un gruppo raccogliticcio di pastori. In quel periodo storico, ben pochi eserciti stranieri potevano trovarsi in zona, in modo particolare impegnati in operazioni di conquista, se … non i romani.

A guardia del centro abitato, sulla sommità della collina, domina il nuraghe omonimo. Che risulta caratterizzato da una tipica struttura a fortezza, polilobato, con una torre centrale affiancata da due minori.

Inoltre, nei pressi dell’insediamento è stato localizzato ciò che resta di una tomba dei giganti, oggi ridotta alle sole pietre base, il tutto in pessime condizioni di conservazione.

L’auspicio, comunque, è quello di vedere al più presto il nuraghe, la tomba e l’intero villaggio, adeguatamente restaurati, tutelati e valorizzati a fini culturali e turistici.  (Giuseppe Deplano, copyright © 2011 – riproduzione riservata)

 

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